Roma - Dal fondatore e leader del primo Partito Pirata in circolazione, quello svedese, ci si aspetterebbe un assalto al diritto d'autore e all'establishment dei detentori dei diritti con il proverbiale coltello tra i denti. Eppure, ascoltando e osservando Rick Falkvinge durante uno delle sue prime uscite pubbliche dopo l'elezione al seggio europeo, si ha l'impressione di essere al cospetto di un oratore di buon livello e di un politico lucido: che fa delle proposte ragionevoli, condivisibili, apprezzabili. Ma che, fermandosi a riflettere un attimo, sono potenzialmente dirompenti in un contesto come quello della UE dove sono in discussione il Pacchetto Telecom e la dottrina Sarkozy.
Roma - Oltre ad avere confermato Angela Merkel, le elezioni tedesche hanno avuto un risvolto interessante per quanto riguarda i partiti pirata europei. Il piratparteit ha riscosso un discreto successo: un due per cento comunque non sufficiente a superare la soglia di sbarramento del cinque per cento, requisito indispensabile per l'assegnazione di un posto al Bundestag.
Tuttavia il dato più interessante, come riporta Bild, è il voto dei giovani: il 13 per cento dei tedeschi che hanno votato per la prima volta avrebbe messo la fatidica X sopra il simbolo del partito pirata.
In Europa acquista spessore la Dichiarazione d’Amburgo, promossa da decine di editori tedeschi che chiedono una maggiore tutela della proprieta’ intellettuale su internet e il riconoscimento che l’accesso universale ai contenuti del web “non puo’ essere a costo zero” per gli utenti. La Dichiarazione, ora firmata anche da vari gruppi editoriali di altri paesi - in Italia l’hanno sottoscritta Carlo De Benedetti (Gruppo Espresso) e Giorgio Valerio (RCS Quotidiani) - e’ stata appena presentata alla Commissione Europea, mentre gli editori lavorano a mettere a punto nuove forme di copyright e nuovi metodi per finanziare l’informazione online.
Aumentano i segnali che indicano l’arrivo delle news a pagamento.
“The Internet is not our enemy but rather the future of journalism, if intellectual property is respected in the digital world as well,” said Mathias Döpfner, CEO of the Axel Springer AG. He explained that what the publishers want is to be able to get a share of revenue generated when their content is reused, and to be able to develop a market for paid content".
Sciopero dei blog contro il DDL Alfano e per il diritto alla Rete "Rumoroso silenzio" in Internet e sit in con bavaglio in piazza Navona a Roma (ore 19)
comunicato stampa
Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.
Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.
L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.
Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.
Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).
Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.
Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.
Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.
Roma - Nelle ultime settimane è cresciuta in rete una protesta contro il decreto Alfano sulle Intercettazioni voluto del governo Berlusconi che si concretizzerà il prossimo 14 luglio in una manifestazione a Piazza Navona. Il "rumoroso silenzio" dei partecipanti alla iniziativa è nato dall'iniziativa di Alessandro Gilioli, Enzo Di Frenna e Guido Scorza ed ha rapidamente raccolto attenzione e consensi, avvicinando per una volta attorno alla protesta su un decreto del governo giornalisti, blogger e navigatori della rete.
La parte sostanziosa del decreto riguarda in realtà l'attività giornalistica e l'utilizzo delle intercettazioni, non solo nell'azione penale ma anche nella correlata attività informativa dei media, mentre un unico articolo contenuto nel testo prevederebbe un improbabile e demenziale "obbligo di rettifica" esteso ai gestori di tutti i siti web, in una ormai ben nota e strumentale parificazione fra una pagina qualsiasi su Internet ad un giornale. Da qui la protesta nata in rete ad affiancare la comprensibile contrarietà professionale dei giornalisti.
Roma - Numerose scuole d'arte di Berlino stanno migrando a Linux.
L'IT service che si occupa degli istituti artistici Hanns Eisler, Ernst Busch e Berlin-Weissensee sta portando avanti da 18 mesi un progetto di riforma del sistema informatico utilizzato, sostituendo i software proprietari con alternative open.
Hanno fatto di necessità virtù: non avendo risorse sufficienti per comprare le licenze necessarie ad aggiornarsi a Windows Vista o pensare a Windows 7, hanno colto l'occasione per passare al software libero ed open source.
STOCCOLMA (Reuters) - Il Partito Pirata svedese, che si batte per la libertà dei contenuti su Internet, ha ottenuto un seggio al Parlamento europeo, secondo i risultati provvisori. Il partito ha raccolto il 7,1%, un risultato definito "fantastico" dal capolista Christian Engstrom.
La condanna al carcere, decisa dai giudici a metà aprile, di tre fondatori del sito di scambio di file "The Pirate Bay" ha ampiamente contribuito a fare uscire la formazione, anche se il sito web e il partito hanno in comune soltanto il nome.
Fondato nel 2006, il Partito Pirata, che chiede la riforma del diritto d'autore, l'abolizione del sistema dei brevetti e anche la diminuzione dei controlli sul web, aveva ottenuto soltanto lo 0,6% alle elezioni politiche del gennaio scorso.
Il suo leader, Rick Falkvinge, è convinto che la nuova legislazione svedese che autorizza per esempio i titolari dei diritti d'autore a tracciare gli indirizzi IP dei presunti responsabili del download illegale, spieghi l'improvvisa popolarità del suo partito. La Svezia elegge 18 deputati all'Europarlamento.
Roma - Monitorare, avvertire e, a mali estremi, disconnettere: l'industria dei contenuti non sembra rinunciare ad aderire alle dinamiche che ormai sono legge in terra francese. Se nel Regno Unito, accanto a setacci e rallentatori, esiste la possibilità di introdurre le ghigliottine che finora autorità e provider avevano rigettato, la Svizzera legittima l'operato della società di sorveglianza Logistep. Ma il regime della risposta graduale alla pirateria avanza su una strada in salita.
Il Regno Unito aveva tentato in precedenza di infilare nel quadro normativo una declinazione della dottrina Sarkozy: pressati dalle autorità e dai colossi dei contenuti, lo scorso anno i provider avevano firmato un'intesa con cui si caricavano della responsabilità di agire da messaggeri. Avrebbero recapitato missive minatorie agli abbonati il cui indirizzo IP fosse stato colto a violare il diritti d'autore. Si trattava di comunicazioni che a parere di molti sarebbero bastate per dissuadere i condivisori più impenitenti: l'eventualità delle disconnessioni era stata accantonata.
Roma - Con 407 voti favorevoli, 57 contrari e 171 astensioni, il provvedimento legislativo contro l'utilizzo delle reti p2p e il blocco dell'accesso alla Rete per gli ‘hackers’ del ciberspazio non è stato ratificato, e quindi l'intero "pacchetto telecom" resta in standby.
L'attesa votazione in programma ieri a Strasburgoha sbugiardato in parte le aspettative della vigilia. L'iter procedurale che, a partire dal 2010, avrebbe dovuto rivoluzionare il quadro che regola il sistema delle telecomunicazioni nei 27 Paesi dell'Unione Europea, ritorna alla fase di negoziato in sede di Consiglio.
Gli europarlamentari hanno infatti adottato un emendamento, presentato dai deputati delle sinistre europee, che ha rispedito al mittente la famigerata "Dottrina Sarkozy". Il Parlamento Ue, in altri termini, non ha avallato l'ipotesi che ‘il distacco forzato’ di un collegamento a Internet possa essere deciso direttamente dal provider o dall'Autorità di regolazione, ma ha ribadito come tale azione possa essere perseguita legalmente solo a seguito di un ordine giudiziario.
In Ohio molti ospedali pediatrici stanno adottando la tecnologia RFID per prevenire lo scambio di bambini alla nascita ed eventuali sospetti allontanamenti dei bambini delle strutture. Da tempo le cavigliere o braccialetti plastificati vengono utilizzati anche in Italia e credo in fin dei conti possa essere una buona idea, anche considerando alcune strutture sanitarie poco affidabili. Inserire un chip RFID però non ha alcun senso, a meno che lo scopo del tracciamento non preveda ulteriori sviluppi e scopi differenti dal significato originale. Ultimamente su questo blog si dibatte molto sul controllo e sul largo utilizzo di tecnologia per il tracciamento delle persone.