Narra la investigación periodística documental que revela a través de testimonios el circuito completo de los vuelos de la muerte realizados durante la última dictadura militar argentina.
A partir de allí, denuncia a través de documentación inédita las tumbas clandestinas del cementerio de General Lavalle, lugar donde fueron sepultados los cuerpos aparecidos en las playas bonaerenses provenientes de los "vuelos". En esas tumbas se encontraron los cuerpos de Azucena Villaflor, Esther Ballestrino y María Ponce, fundadoras de Madres de Plaza de Mayo desaparecidas por los grupos de tareas de la ESMA.
Imagine building your home exclusively of salvaged materials. No re-mixed concretes or FSC-certified woods. Just metals and woods that have been discarded. That’s exactly the kind of home-building Dan Phillips has set out to do through his low-income housing initiative, The Phoenix Commotion. Out to prove that homes can be sound, affordable, and energy-efficient — even aesthetically interesting, Dan is on a mission to build low-cost homes with salvaged materials sourced from unusual places, ranging from flea markets to auto-salvage yards.
New technologies and a closely related culture of collaboration present radical new models of social organisation. This project brings together leading practitioners and thinkers in this field and asks them to determine the opportunity for government. This website features all material being created during the making of the film.
The Eden Project is a visitor attraction in the United Kingdom, including the world's largest greenhouse.[citation needed] Inside the artificial biomes are plants that are collected from all around the world. The project is located in a reclaimed Kaolinitepit, located 1.25 miles (2 km) from the town of St Blazey and 3 miles (5 km) from the larger town of St Austell, Cornwall, United Kingdom.[1] The complex comprises a number of domes that house plantspecies from around the world, each dome emulating a natural biome. The domes are made out of hundreds of hexagons plus a few pentagons that connect the whole construction; each of these is a transparent cushion made of tough plastic.
The first dome emulates a tropical environment, the second a warm temperate, Mediterranean environment.
The project was conceived by Tim Smit and designed by architect Nicholas Grimshaw and engineering firm Anthony Hunt and Associates (now part of Sinclair Knight Merz). Davis Langdon carried out the project management, Sir Robert McAlpine and Alfred McAlpine[2] did the construction and MERO designed and built the biomes. The project took 2½ years to construct and opened to the public on 17 March 2001.
"L'approvigionamento alimentare nell'attuale mondo globalizzato si basa su una dipendenza totale e pericolosa dall'energia di origine fossile e dai derivati petrolochimici di varia natura. E' necessario che vengano introdotti al più presto nuovi modelli di produzione e distribuzione del cibo in previsione della minore disponibilità di combustibili e risorse petrolifere alla quale andremo inevitabilmente incontro in futuro. Dovremo utilizzare meno energia e la frazione rimanente dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. E' opportuno intraprendere questa transizione in modo che sia programmata e graduale, ma nello stesso tempo il più rapida possibile. Non pianificare questo passaggio per tempo significa dover affrontare, prima o poi, una caotica situazione di scarsità diffusa di cibo dalle conseguenze drammatiche ed imprevedibili.
Fortunatamente nel mondo occidentale si assiste da qualche decennio ad un minore impiego di energia in agricoltura dovuto ad un ridotto uso di fertilizzanti ed antiparassitari. Attualmente sono in forte espansione le aziende biologiche, i mercati contadini e le cooperative di piccoli agricoltori; sempre più persone oggi si pongono il problema della provenienza del loro cibo.
Questi rappresentano i primi passi, ma rimane ancora molto da fare. Il nuovo modello agricolo avrà bisogno di un maggior numero di contadini, di fattorie più piccole e diversificate, di minori processi di trasformazione ed impacchettamento del cibo che dovrà essere prodotto, trasportato e consumato in un ambito prevalentemente locale. Ogni livello della società, le amministrazioni locali ed il governo, le aziende del settore, le comunità dei cittadini ed il singolo individuo, in tutti i paesi del mondo, dovranno esssere convolti in questo processo di transizione. Solo con la consapevolezza e la collaborazione di queste quattro componenti della società sarà infatti possibile realizzare questo passaggio epocale ad un sistema agroalimentare indipendente dai combustibili fossili.
A questo scopo è stata preparata da un gruppo di traduttori volontari, appartenenti a varie organizzazioni attive nel nostro paese, la versione in lingua italiana di "Food and farming transition" un documento programmatico contenente le informazioni e le linee guida da conoscere, che è stato recentemente pubblicato dal Post Carbon Institute. Potete scaricarlo e diffonderlo dal sito di Transition Italia"