Peones UNITED

giovedì, 22 ottobre 2009

Europa: Il trattato di Lisbona


scritto da: alessiog alle ore 13:32 | link | commenti
categorie: politica, sicurezza, nwo

martedì, 20 ottobre 2009

Un chip per tutti, NON PER ME! pt.1

Non voglio dilungarmi troppo sulla definizione di OpenIDW dato è reperibile in rete una documentazione molto più autorevole della mia. In estrema sintesi è un sistema di autenticazione centralizzato, con protocollo proprietario, che permette di accedere ad aree riservate di siti dotati del supporto OpenID utilizzando l’account registrato presso un provider accreditato. In questo modo non sarà più necessario dover registrare un account su ogni sito cui si vuole accedere ma sarà sufficiente utilizzare le credenziali fornite dal provider, che da parte sua garantirà l’identità degli utenti.

fonte: lemiefrequenze.org










scritto da: alessiog alle ore 09:44 | link | commenti
categorie: politica, tecnologia, sicurezza, scienza, documentari, informazione, nwo

lunedì, 14 settembre 2009

Spazzatour romano





Comune di Roma, XVI Municipio quartiere Malagrotta, oltre alla discarica più grande d’Europa e al futuro gassificatore ci sono: un inceneritore per i rifiuti ospedalieri, una raffineria e quattro impianti per lo stoccaggio dei carburanti. Tutte strutture che secondo la legge Seveso del 1999 vanno monitorate. Il gassificatore di Roma, che è ancora sotto collaudo e sembra sia finito sotto l’occhio della magistratura, è costato all’imprenditore proprietario del terreno circa 350 milioni di euro, la metà della spesa, sembra essere stata recuperata con il contributo dello stato sul Cip6 e smaltirà fino a 500 tonnellate di combustibile da rifiuti al giorno e genererà energia per 36 megawatt che verranno venduti sul mercato. Praticamente la sua lungimiranza ha pagato tre volte.

La poca lungimiranza, la miopia permanente che contraddistingue i politici italiani e il modo superficiale con cui affrontano le emergenze, porta alla situazione in cui versa la Capitale e l’Italia. Circa 30 anni fa si presentò, alle allora dirigenze, il problema di rintracciare un’area per smaltire i rifiuti urbani prodotti nella capitale, che cresceva demograficamente sempre di più e nella Provincia, anch’essa in crescita, e, a tal fine, si rivolsero ad un imprenditore, lungimirante, per avere in locazione i circa 240 ettari di terreno, per allestire una discarica.

fonte: agoravox.it







This past weekend the Outside Lands festival rocked San Francisco, drawing thousands of people to bask in the sunshine and music that filled Golden Gate Park. Greening an event as massive as a festival is no easy task, however one of the cornerstones of this year’s event was the PG&E sponsored Eco Lands, which created a verdant heart within the festival’s central meadow From a solar stage juiced by the sun’s rays, to an on-site organic farmers market, to an innovative array of recycling programs, read on for a review of Eco Lands’ greatest green merits.

fonte: inhabitat.com

scritto da: alessiog alle ore 09:20 | link | commenti
categorie: inquinamento, tecnologia, economia, mafia, sicurezza, ecologia, energia, medicina, documentari, informazione, riciclaggio, mobilità

venerdì, 04 settembre 2009

TV di stato è stata






scritto da: alessiog alle ore 14:04 | link | commenti
categorie: internet, sicurezza, documentari, informazione, pubblicità, alessio

sabato, 27 giugno 2009

Abbiamo perso la memoria del ventesimo secolo???



John Richard Pilger (born 9 October 1939) is an Australian journalist and documentary maker. One of only two to win Britain's Journalist of the Year Award twice, his documentaries have received academy awards in Britain and the US.[1][2] Based in London, he is known for his polemical campaigning style: "Secretive power loathes journalists who do their job, who push back screens, peer behind façades, lift rocks. Opprobrium from on high is their badge of honour."

fonte: wikipedia.org


scritto da: alessiog alle ore 19:04 | link | commenti
categorie: politica, economia, sicurezza, ecologia, energia, documentari

sabato, 02 maggio 2009

Telecoms Package



Ennesimo tentativo di mettere il bavaglio alla rete.

In questi giorni il parlamento europeo deve decidere se ratificare il "Pacchetto Telecomunicazioni", un insieme di regole che dovrebbe regolamentare anche il traffico internet oltre a tutto quello che concerne le telecomunicazioni.

Proprio sul tema internet arrivano i problemi ed anche grossi...

Sono stati inseriti vari emendamenti su pressione di società come le americane AT&T e Verizon che di fatto limiterebbero molto la banda disponibile per la navigazione e quindi obbligherebbero le aziende ad assegnare priorità a determinati contenuti, applicazioni e servizi rispetto ad altri.

Per "aiutare" le aziende nella scelta delle priorità sono stati inseriti altri emendamenti relativi alla regolamentazione (discriminazione) del traffico di rete che consentiranno agli internet provider di filtrare i contenuti e delle applicazioni e di dare priorità a determinati servizi, bloccando gli altri.

Le conseguenze saranno disastrose per la libertà dei cittadini e per l’innovazione basata su Internet. In pratica ogni operatore del settore Internet (gestori di blog, siti ed altro) non avrà più la certezza di raggiungere tutti i navigatori web europei. Così ogni utente di Internet vedrà solo la parte del Web che gli permetterà il fornitore di accesso.

In pratica, stiamo per assistere alla nascita di pacchetti (a pagamento ovviamente), che consentiranno agli utenti di poter usufruire della totalità della rete, mentre chi non vorrà sborsare nulla o pochi soldi, non vedrà molti dei siti e dei blog che vediamo oggi in rete.

Una legge vergognosa che sta per essere approvata con la scusa di limitare la banda a programmi P2P di scambio dati (emule, bittorent, ecc.), ma che in realtà vuole solo limitare o censurare la rete ed i suoi utenti ed in più permetterà di guadagnare cifre esorbitanti alle varie aziende che creeranno sicuramente abbonamenti costosi per poter visitare la rete senza limitazioni, cosa che oggi è invece gratuita.

Nei siti :
http://www.osservatoriosullalegalit...
http://www.osservatoriosullalegalit...

Troverete notizie più dettagliate, mentre sul sito :

http://www.blackouteurope.eu/lang/i...

Alcuni consigli per fare qualcosa.

Unico sistema per evitare questo?

Farsi sentire.

Oppure sperare nella ragionevolezza dei nostri parlamentari europei.

A presto altre notizie...

fonte: agoravox.it


scritto da: alessiog alle ore 20:08 | link | commenti (2)
categorie: politica, tecnologia, internet, sicurezza, v-day, v2-day, linux-open source

mercoledì, 25 marzo 2009

Energia, nucleare e fusione fredda


scritto da: alessiog alle ore 09:07 | link | commenti
categorie: inquinamento, tecnologia, economia, sicurezza, scienza, ecologia, energia

giovedì, 12 febbraio 2009

Lettera al governatore della Libia




scritto da: alessiog alle ore 08:38 | link | commenti
categorie: musica, religione, sicurezza, documentari, immigrazione, razzismo

giovedì, 15 gennaio 2009

L'ottimismo del consumismo


scritto da: alessiog alle ore 15:44 | link | commenti
categorie: politica, tecnologia, economia, sicurezza, ecologia, energia, documentari, moneta, mobilità

martedì, 09 dicembre 2008

Africa Vs Obama ???mmm???

Obama e la guerra d'Africa di Marco Menchi - www.clarissa.it

Secondo Daniel Volman, direttore dell’African Security Research Project, l’amministrazione del prossimo presidente Usa Barack Obama sembra intenzionata a proseguire la politica di militarizzazione di Bush in Africa, a meno che non riceva forti pressioni in senso contrario.

Nel febbraio 2007, George W. Bush annunciò la creazione di un nuovo comando militare per l’Africa (Africom). In precedenza, le attività militari statunitensi erano condotte da tre comandi separati: il Comando Europeo, che si occupava di gran parte del continente; il Comando Centrale, che copriva l’Egitto e la regione del corno d’Africa, insieme al Medio Oriente e all’Asia centrale; e il Comando del Pacifico, che sovrintendeva alle operazioni in Madagascar e nelle isole dell’Oceano Indiano. Nessuno di questi comandi si occupava esclusivamente dell’Africa, poiché il continente nero era considerato una regione di scarsa importanza strategica, sia durante la guerra fredda che nel decennio successivo.
Solo quando l’amministrazione Bush affermò che l’accesso alle riserve petrolifere africane era un “interesse strategico nazionale” e dichiarò la guerra globale al terrorismo dopo l’11 settembre, il ruolo dell’Africa nella politica militare statunitense acquistò importanza. Durante il suo primo anno di esistenza, l’Africom ha agito sotto la guida del Comando Europeo, ma dal 1 ottobre 2008 è pienamente operativo.
Ora sta al nuovo presidente decidere se proseguire lungo la strada tracciata dall’amministrazione Bush o se prenderne una nuova. Nell’ottobre 2007, il senatore Obama sosteneva che l’Africom “dovrebbe servire a coordinare e sincronizzare le nostre attività militari con i nostri altri obiettivi strategici in Africa. […] Ci saranno situazioni in cui gli Stati Uniti dovranno lavorare insieme ai loro partner africani per combattere il terrorismo. […] Avere un comando unificato in Africa faciliterà questa azione.”
Queste dichiarazioni, insieme a quelle sul bisogno di intensificare lo sforzo militare in Afghanistan e sul diritto da parte degli Usa di attaccare militarmente i gruppi di presunti terroristi in Pakistan, dimostrano che Obama è convinto della necessità di una guerra globale al terrorismo. E’ quindi probabile che la nuova amministrazione prosegua il complesso delle operazioni militari in Africa, inclusa l’ingerenza nella politica interna dei vari paesi e l’uso di truppe americane per intervenire nei conflitti del continente. Inoltre, Obama riceverà sicuramente pressioni per portare avanti il progetto Africom da parte di grandi gruppi industriali, compagnie petrolifere, organizzazioni non governative, Pentagono, e alcuni governi africani.
Tuttavia, alcuni membri del Congresso Usa stanno esaminando minuziosamente l’operazione Africom e sembrano piuttosto scettici sulla sua missione e sulle sue operazioni. Inoltre, esiste un’estesa campagna contro il nuovo comando militare (Resist Africom Campaign), nata dall’unione di diverse organizzazioni e individui in Africa e negli Stati Uniti. Secondo questo movimento di opposizione, l’Africom mira a soddisfare gli interessi americani senza considerare gli effetti della sua presenza sulla popolazione africana. Ad esempio, una delle funzioni primarie del comando consiste nell’addestrare ed equipaggiare nuove truppe di soldati africani, quando già in passato queste operazioni, che comportano un grande afflusso di armi, hanno reso possibili devastazioni e violenze.
Questa campagna continuerà a spingere affinché l’amministrazione Obama abbandoni il progetto di Bush e porti avanti una politica di vera collaborazione con i popoli africani, che coinvolga anche altri paesi con interessi in Africa, come Cina ed India, e che promuova uno sviluppo economico sostenibile, la democrazia, la tutela dei diritti umani e l’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili.

NOTA: Lo scorso aprile sembrava definito il progetto di dislocare l’Africom in Marocco. Per ulteriori dettagli si veda “Sarà in Marocco il nuovo comando americano per l’Africa”. In seguito, l’opposizione di alcuni importanti paesi africani, tra cui Nigeria, Kenya, Sud Africa, preoccupati per una ingerenza che sarebbe potuta diventare troppo diretta e aggressiva, ha consigliato l’amministrazione Bush di attendere e lasciare il comando in Germania, a Stoccarda. Con l’avvento della presidenza Obama è possibile che gli Usa godano in Africa di un atteggiamento più benevolo e che quindi l’Africom possa stanziarsi direttamente sul territorio africano. Nel frattempo alcune componenti del comando potrebbero essere dislocate anche in Italia, a Vicenza e Napoli.

fonte: megachip.com

L'Italia in nero

di Aldo Sofia


Barboni dati alle fiamme, immigrati pestati per futili motivi, si moltiplicano in Italia i segnali di intolleranza. Dopo il ritorno al governo di Silvio Berlusconi, alcuni ambienti della destra estrema e razzista hanno alimentato un preoccupante clima di intolleranza e di violenza che ha preso di mira il mondo della marginalità e dell’immigrazione. Fenomeno politico o delinquenza? Forte anche del vento leghista, città come Verona sono diventate uno degli epicentri di questo fenomeno. Falò ha visitato questa città per raccontare questa ordinaria violenza e capirne le cause.

fonte: rtsi.ch

scritto da: alessiog alle ore 16:58 | link | commenti
categorie: politica, economia, sicurezza, ecologia, energia, documentari, immigrazione

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