Nel cuore dell’
Amazzonia brasiliana vivono isolate dal mondo le piccole comunità dei
Caboclos, meticci privi di assistenza sanitaria e di istruzione, che fino a qualche anno fa traevano il loro sostentamento soprattutto della raccolta di caucciù. Oggi le uniche fonti di reddito dei Caboclos sono la pesca e la coltivazione della manioca, ma la loro sopravvivenza è minacciata dalle multinazionali della soia, che stanno abbattendo migliaia di ettari di foreste per ricavarne piantagioni. In loro soccorso c’è
Abaré, una nave-ospedale allestita da un’organizzazione non governativa che ogni mese risale il Río Tapajós, affluente del Río delle Amazzoni, per fornire assistenza sanitaria. Il documentario, girato durante una delle “
crociere della salute”, descrive la vita a bordo dell’Abaré e nei villaggi caboclos, con interviste ai medici, ai pescatori e ai coltivatori di manioca che lottano per sopravvivere.
Abaré, la nave amica
I Guarani parlano varianti linguistiche della famiglia Tupi-Guarani, e vengono classificati attualmente
in tre sottogruppi: i Guarani-Kaiowa, i Guarani-Mbya e i Guarani-Ñandeva. Questi gruppi si distribuíscono
nel sud del Brasile ( Rio Grande do Sul - Mbya; Santa Catarina - Mbya; Paraná - Mbya e Ñandeva;,
São Paulo - Mbya e Ñandeva; Rio de Janeiro e Espírito Santo - Mbya; e Mato Grosso do Sul - Kaiowa e Ñandeva),
nel Paraguay Orientale (Kaiowa, Ñandeva, Mbya) e nel nord dell'Argentina - Mbya. Stime attuali di organi
federali (FUNAI] - Fundação Nacional do Índio), FUNASA - Fundaçã Naiconal de Saude) e di ONG (ISA] -
Instituto Sócio-Ambiental) sommano a circa 50/55.000 individui la loro presenza nel solo Brasile.
fonte:
wikipedia.it
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