ZURIGO - E' morto all'età di 102 il chimico svizzero Albert Hofmann. Nel 1943 scoprì l'Lsd, 'la droga magica' che tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta ebbe una influenza fondamentale nella cultura della Beat generation. Hofmann iniziò la sperimentazione su se stesso e descrisse le prime esperienze scientifiche psichedeliche della storia. Durante gli esperimenti incorse in varie e pericolose overdose, dalle quali uscì indenne e senza alcun danno alla sua materia grigia, tanto da arrivare lucido all'età di 102 anni.
Lo scienziato, nato l'11 gennaio 1906 a Baden, è morto ieri nella sua casa di Basilea, secondo quanto riporta oggi il sito californiano del Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, a pochi giorni di distanza dalla scoperta che lo rese famoso. Il 16 aprile del 1943, un venerdì pomeriggio, mentre lavorava nei laboratori del gruppo farmaceutico svizzero Sandoz di Basilea, una piccola quantità di questa sostanza gli scivolò su una mano durante un esperimento di laboratorio. Subito percepì "una significativa irrequietezza, unita ad un lieve capogiro" e decise di bloccare il suo lavoro. "Arrivato a casa", raccontò, "mi stesi e caddi in uno stato non spiacevole, con sintomi simili all'intossicazione, caratterizzati da una immaginazione estremamente stimolata".
Tornato tra le provette il lunedì successivo, Hofmann era convinto di aver vissuto la singolare esperienza per via dei fumi del solvente al cloroformio che aveva utilizzato. Ma inalando ancora per ripetere l'esperienza, non successe nulla, e così il chimico si convinse che doveva avere ingerito l'acido che studiava: "Lsd mi aveva parlato - raccontò con un sorriso - Era venuto da me dicendo, 'mi devi trovare'". Così, a piccolissime dosi, Hofmann testò ancora l'acido lisergico il 19 aprile 1943, ma a fine giornata per tornare a casa in bici si fece accompagnare da un assistente e raccontò di aver segnato nella memoria quella data come "la giornata della bicicletta".
A stunning festival curtain raiser: Ron Geesin, the co-composer of Atom Heart Mother recreates Pink Floyd’s iconic 1970s ‘rock suite’ - their first number one album and first Gold record.
The performances will feature Italian band Mun Floyd; a ten piece brass ensemble from the Royal College of Music; cellist Caroline Dale; and the 40-strong chorus Canticum conducted by Mark Forkgen.
The performances will also feature archive material from the original recording and other music by Ron Geesin, including new scores created specially for the occasion.
La prima volta che l'ho visto mi si è bloccato il computer e questa non è una buona cosa.
La seconda volta, però, mi è venuta l'acquolina alla bocca. Di che cosa sto parlando?
Del sito promozionale creato per il lancio di Oh, By the Way, il box che raccoglie l'intera carriera in studio dei Pink Floyd, messo in commercio dalla Emi poco prima di Natale. Si può navigare per i quattordici album, visionarne la copertina e la tracklist, ascoltare qualcosa in streaming. Il tutto presentato in modo quasi impeccabile.
Poi, cliccando sulla voce "buy the box set", si può decidere se acquistare la versione in cd (139,90 sterline, più o meno 178 euro al cambio odierno) o digitale (99,90 sterline, cioè 134 euro, con tutti i brani in MP3 ad alta qualità e senza DRM) direttamente tramite il sito.
Abbiamo ricevuto l’ennesima e.mail riguardante il cofanetto celebrativo 'Oh! By The Way' dei Pink Floyd – uscito lo scorso dicembre – ed in particolare sugli errori che si trovano all’interno di esso (oltre al già citato errore di stampa della sleeve di The Wall, fans si trovano con due copie di Piper at the gates of Dawn, e nessuna di A Saucerful of Secrets)...noi non possiamo farci nulla: come già comunicato non dovete far altro che scrivere una e.mail alla EMI: pinkfloydboxset@emirecords.co.uk e far presente il problema.
Al momento stanno già sistemando gli errori, quindi ci sarà un po’ da pazientare.