LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Sarà estradato negli Stati Uniti, dopo una lunga battaglia legale, Gary McKinnon l'hacker britannico che violò nel 2001 e nel 2002 i sistemi informatici di alcune importanti agenzie governative statunitensi, dalla Nasa al Pentagono. Intanto la madre dell'uomo ha lanciato un appello al presidente americano Barack Obama affinché intervenga in suo favore.
Thursday 26th March 2009
David's Vocal Support For McKinnon Extradition Protest Gary McKinnon is a Scot, accused of the computer hacking of US military Web sites, and under threat of extradition to the US to stand trial.
He has thus far been unsuccessful in fighting extradition, under the current extradition treaty between the UK and the US, seen by many as one-sided. Gary's mother Janis Sharp is organising a 'sing-in' protest on Thursday 2nd April, involving a multi-artist rendition of Graham Nash's 'Chicago', which originally referenced the 'Chicago 7', arrested for protesting at the 1968 Democratic Convention.
David has contributed a vocal part to the backing track, although plans are not yet finalised re: other artists' involvement.
David is not able to participate in person at the April 2nd protest, but said: "Gary McKinnon should not be being extradited to the USA for his naïve hacking. It is a heavy handed response from the US and it's hard to understand that the English justice system could not be more effectively used to prevent this. I am hoping that common sense will prevail". Diagnosed with Asperger's Syndrome by eminent psychologist Professor Simon Baron-Cohen, Gary McKinnon has been the subject of a radio play, The McKinnon Extradition, broadcast on BBC Radio 4. Further updates will appear as more information is received.
In ambito informatico il termine inglese cracker indica colui che si ingegna per eludere blocchi imposti da qualsiasi software in genere. Il cracking può essere usato per diversi scopi secondari, una volta guadagnato l'accesso di root nel sistema desiderato o dopo aver rimosso le limitazioni di un qualsiasi programma.
ZURIGO - E' morto all'età di 102 il chimico svizzero Albert Hofmann. Nel 1943 scoprì l'Lsd, 'la droga magica' che tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta ebbe una influenza fondamentale nella cultura della Beat generation. Hofmann iniziò la sperimentazione su se stesso e descrisse le prime esperienze scientifiche psichedeliche della storia. Durante gli esperimenti incorse in varie e pericolose overdose, dalle quali uscì indenne e senza alcun danno alla sua materia grigia, tanto da arrivare lucido all'età di 102 anni.
Lo scienziato, nato l'11 gennaio 1906 a Baden, è morto ieri nella sua casa di Basilea, secondo quanto riporta oggi il sito californiano del Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, a pochi giorni di distanza dalla scoperta che lo rese famoso. Il 16 aprile del 1943, un venerdì pomeriggio, mentre lavorava nei laboratori del gruppo farmaceutico svizzero Sandoz di Basilea, una piccola quantità di questa sostanza gli scivolò su una mano durante un esperimento di laboratorio. Subito percepì "una significativa irrequietezza, unita ad un lieve capogiro" e decise di bloccare il suo lavoro. "Arrivato a casa", raccontò, "mi stesi e caddi in uno stato non spiacevole, con sintomi simili all'intossicazione, caratterizzati da una immaginazione estremamente stimolata".
Tornato tra le provette il lunedì successivo, Hofmann era convinto di aver vissuto la singolare esperienza per via dei fumi del solvente al cloroformio che aveva utilizzato. Ma inalando ancora per ripetere l'esperienza, non successe nulla, e così il chimico si convinse che doveva avere ingerito l'acido che studiava: "Lsd mi aveva parlato - raccontò con un sorriso - Era venuto da me dicendo, 'mi devi trovare'". Così, a piccolissime dosi, Hofmann testò ancora l'acido lisergico il 19 aprile 1943, ma a fine giornata per tornare a casa in bici si fece accompagnare da un assistente e raccontò di aver segnato nella memoria quella data come "la giornata della bicicletta".
A stunning festival curtain raiser: Ron Geesin, the co-composer of Atom Heart Mother recreates Pink Floyd’s iconic 1970s ‘rock suite’ - their first number one album and first Gold record.
The performances will feature Italian band Mun Floyd; a ten piece brass ensemble from the Royal College of Music; cellist Caroline Dale; and the 40-strong chorus Canticum conducted by Mark Forkgen.
The performances will also feature archive material from the original recording and other music by Ron Geesin, including new scores created specially for the occasion.