Peones UNITED

sabato, 01 agosto 2009

Gary McKinnon: The dark side of the moon

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Sarà estradato negli Stati Uniti, dopo una lunga battaglia legale, Gary McKinnon l'hacker britannico che violò nel 2001 e nel 2002 i sistemi informatici di alcune importanti agenzie governative statunitensi, dalla Nasa al Pentagono. Intanto la madre dell'uomo ha lanciato un appello al presidente americano Barack Obama affinché intervenga in suo favore.

fonte: corriere.it





vecchio post


mercoledì, 01 luglio 2009

Stangata del millennio o la solita carta?



Un fantasma si aggira per i felpatissimi corridoi dei palazzi della finanza mondiale.
Si tratta, l'avrete capito dal titolo, di quella che ho chiamato la "stangata del millennio".
Fin dall'inizio della storia, infatti, era evidente che, veri o falsi che fossero, i 249 bonds erano parte di un gioco enorme dove qualcuno avrebbe fatto, in un modo o nell'altro, la figura del frolloccone.
Intanto stiamo ai fatti.
L'istinto ed il buon senso avrebbero preteso che i titoli fossero falsi.
Tuttavia detenere titoli falsi, nel nostro paese, è un reato punibile con l'arresto, a maggior ragione se c'era, come in questo caso, la seria possibilità di fuga dei due misteriosi "spalloni", sedicenti giapponesi.

Invece, come espressamente dichiarato dal Colonnello della Guardia di Finanza che aveva effettuato l'arresto, i due "uomini d'affari giapponesi" sono stati immediatamente rilasciati, dopo aver trattenuto, ovviamente, i titoli.

Quindi, tanto per cominciare vi sono due possibilità:

1) I titoli sono stati ritenuti, almeno in prima istanza, veri e i due "giapponesi" non potevano quindi essere trattenuti.

2) I titoli sono stati ritenuti probabilmente falsi, almeno in parte MA sono arrivati ordini ben precisi DALL'ALTO, che hanno imposto al povero colonnello, ob torto collo e forse anche extra-Lege ( o almeno super-lege, per gli amanti del legulese) di lasciare andare i due figuri, per superiori motivi di stato.

Cosa ne sappiamo PER CERTO, sull'originalità dei titoli, a distanza di due settimane?

Sinceramente, niente di sicuro.

In effetti numerosi quotidiani hanno riportato la dichiarazione di un funzionario della Federal Reserve, che affermava che i bonds in questione, da lui visti solo a partire da una immagine inviatagli, non solo erano falsi ma che non poteva essere altrimenti, visto che il residuo circolante cartaceo ( i bonds sono emessi solo in forma digitale da decenni) è largamente inferiore alla cifra sequestrata.

Questa dichiarazione, come credo risulti evidente, invece non prova nulla.

Intanto perchè, per quel che posso capire, potrebbero esservi bond che, pur emessi non risultano tra il "circolante" in quanto, ad esempio emessi a garanzia di un prestito tra banche centrali.

Inoltre, anche se qui scendiamo sul complottismo, non sarebbe la prima volta che banche centrali, messe alle strette, emettono bond in duplice copia, gli uni ufficiali e con una debita copertura finanziaria, essendo stati messi "a bilancio" gli altri non "coperti", ceduti in forma riservata all'interno di rapporti tra banche centrali, contando sul fatto che, per la loro taglia e/o caratteristiche e/o rendimento tali bonds siano tenuti come investimento dallo sfortunato sottoscrittore, che così non si renderà conto di avere tra le mani solo "carta straccia", difficilmente onorabile in caso di richiesta di liquidazione, in tempi di crisi.

Insomma: un funzionario della Federal Reserve, tale Stephen Meyerhard vede una FOTO dei bonds e dice che sono falsi, mentre un funzionario della Guardia di Finanza che ha già avuto a che fare con casi simili ed in ogni caso è sicuramente più che competente, vede questi titoli in "carne ed ossa" ed è così poco convinto che si tratti di falsi da rilasciare i due presunti giapponesi?

Vedete bene che la cosa non torna.

Infatti il caso NON è affatto ufficialmente chiuso, qui in Italia, nonostante i sospironi di sollievo di molta stampa americana, terrorizzata per i contraccolpi sul dollaro di questa vicenda di cui si è parlato, parrebbe anche al g-8 finanziario tenutosi alcuni giorni fa.

Oviamente si rincorrono le notizie, con tanto di dichiarazioni di Pm, etc etc.

Resta il fatto che una nota UFFICIALE che attesti, nero su bianco, che i documenti sono falsi, ancora non c'è.

Ma c'e' di piu'.

fonte: megachip.info




scritto da: alessiog alle ore 08:52 | link | commenti
categorie: politica, documentari, informazione, moneta

mercoledì, 15 aprile 2009

Signoraggio for dummies


scritto da: alessiog alle ore 08:17 | link | commenti
categorie: politica, economia, documentari, moneta

domenica, 05 aprile 2009

La storia si ripete: System Failure





 

scritto da: alessiog alle ore 10:44 | link | commenti
categorie: politica, economia, energia, moneta

lunedì, 16 marzo 2009

Aspettando il G20...

Il Congresso sui cambiamenti climatici di Copenhagen si è concluso. Possiamo dire che la Copenaghen scientifica prepara la Copenaghen politica. Dalla Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici – che sarà nuovamente ospitata dalla capitale danese e che seguirà il vertice G8 di luglio a la Maddalena – dovrebbero scaturire decisioni epocali sulle politiche e sulle strategie in materia ambientale per i prossimi anni a livello planetario.

I punti oggetto della sintesi consegnata a Rasmussen riguardano alcuni assi strategici e, precisamente:

- I trend climatici. Recenti osservazioni hanno confermato che gli scenari più pessimisti ipotizzati dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) si stanno realizzando. Il sistema climatico sta andando ben oltre i modelli della variabilità naturale, all’interno dei quali la nostra società e la nostra economia si sono sviluppate. Questi modelli comprendono la temperatura globale media della superficie terrestre, l’innalzamento del livello dei mari, le dinamiche di spostamento degli oceani e dei ghiacci, il processo di acidificazione degli oceani ed eventi climatici estremi. Ci sono forti rischi che molti di questi trend possano ulteriormente accelerare, conducendo a bruschi e irreversibili cambiamenti climatici.

- Spaccature a livello sociale.. Alcune società sono fortemente esposte, persino a modesti cambiamenti climatici, specie quando si parla di Paesi poveri e comunità particolarmente a rischio. Un aumento delle temperature al di sopra dei 2 gradi centigradi potrebbe essere particolarmente difficile da affrontare da parte di molte società.

- Strategie di lungo termine.. Una rapida, effettiva e consistente mitigazione basata su azioni globali coordinate è necessaria al fine di evitare ulteriori e imprudenti cambiamenti climatici. Per questo, anche durante la sessione conclusiva del Congresso, il panel di esperti e scienziati ha insistito nel ricordare al primo ministro danese la necessità di porsi dei target molto elevati. Ritardi nell’azione di mitigazione o dei target troppo bassi nelle decisioni politiche condurrebbero a costi socio-economici di lungo termine molto elevati.

- Equity dimension. . Il cambiamento climatico sta avendo – e continuerà ad avere – effetti molto pesanti sulle popolazioni all’interno dei diversi Paesi e Regioni, sia per quanto riguarda le attuali generazioni che per quelle future, nonché sulla società umana in generale e sul mondo naturale. Una rete di sicurezza effettiva sull’adattamento, sostenuta adeguatamente anche a livello finanziario, è necessaria per quelle popolazioni che presentano minori capacità di affrontare l’impatto dei cambiamenti climatici. Inoltre una comune, ma differenziata, strategia per proteggere le popolazioni più povere e vulnerabili appare altrettanto indispensabile.

- La non azione è ingiustificabile.. Non esistono alibi per non agire. Siamo già in possesso degli strumenti e degli approcci per lottare contro il cambiamento climatico a livello globale, che hanno bisogno solo di essere messi in pratica. Molti benefici potranno derivare da uno sforzo congiunto nel modificare le attuali politiche energetiche, ivi compresi la crescita dei posti di lavoro dallo sfruttamento di energie rinnovabili, la riduzione dei costi dei cambiamenti climatici sia a livello economico che a livello di salute umana.

- Cogliere la sfida.. Prima di accettare la sfida al cambiamento climatico dovremmo superare un certo numero di vincoli e costrizioni e cogliere le grandi opportunità che si presentano. Tra queste ricordiamo la riduzione dell’inerzia all’interno dei vari sistemi socio-economici, la costruzione di un’opinione pubblica a favore di azioni pubbliche per attenuare i rischi del cambiamento climatico, lo spostamento verso leadership innovative a livello governativo, nel settore privato e nella società civile, nonché forme di sostegno per la società nella transizione verso norme e pratiche che incoraggino la sostenibilità.

Pertanto la Conferenza delle Nazioni Unite di dicembre si preannuncia come un evento epocale nella storia della lotta ai cambiamenti climatici. E non solo per gli impegni presi ieri dal premier Rasmussen nei confronti della comunità scientifica.
La consapevolezza della necessità di un intervento immediato è ormai diffusa tra i leader politici di gran parte dei Paesi occidentali, soprattutto nella nuova dirigenza politica americana, che ha già manifestato la propria tendenza a collaborare attivamente in questo senso.

Restano, tuttavia, ancora alcune incognite: la prima è legata ad alcuni Paesi “emergenti” tra cui la Cina e l’India, anche se il governo di Pechino sembra aver accettato l’idea di uno sviluppo più “sostenibile”.
L’altra riguarda la crisi finanziaria ed economica globale: se in alcuni Paesi, anche tra quelli del G8, prevarrà la logica egoistica delle lobby i rischi del fallimento sono reali.
Il prossimo appuntamento di La Maddalena saprà darci qualche utile indicazione in merito.

Un ultimo importante elemento non andrebbe sottovalutato durante prossimi incontri: quali fattori culturali andrebbero considerati per abituare le persone a un netto cambiamento negli stili di vita?

E ancora: saranno stili di vita imposti oppure condivisi?

fonte: megachip.info




scritto da: alessiog alle ore 10:00 | link | commenti
categorie: inquinamento, politica, tecnologia, economia, ecologia, energia, agricoltura, riciclaggio, moneta, mobilitĂ 

domenica, 08 febbraio 2009

Riassumendo la depressione


scritto da: alessiog alle ore 12:30 | link | commenti
categorie: politica, economia, ecologia, energia, agricoltura, moneta

martedì, 03 febbraio 2009

Amazonida: la moneta sociale sfida il Forum

da Fair Watch

Il Forum sociale mondiale sceglie di sperimentare una moneta locale, ben accetta e (direi) ben funzionante, almeno nei 400 stand che accolgono gli oltre 1000 produttori dell'economia solidale presenti a Belém. La moneta sociale Amazonida, che vale 1 reais, in realtà, è qualcosa di più di una colorata "moneta del Monopoli" con cui giocare a comprare artigianato e cibo belli e buoni per chi li compra e giusti per chi li produce.

Il "capitale" che assicura il valore della moneta è una quantità di prodotti custoditi in uno spazio chiamato "ecobanca".

I produttori conferiscono un capitale di prodotti e ricevono Amazonida che consentono loro, innanzitutto, di scambiare altri prodotti e materia prima, e in secondo luogo, permettono ai partecipanti al Forum di prendere contatto con una realtà importante ed emergente in Brasile, come in tutta l'America latina.

Alla fine del 2008 nel Paese, infatti, c'erano ben 37 Banche comunitarie già funzionanti come servizi finanziari solidali, utilizzate come volano di reti locali di produzione e di consumo in zone a basso reddito.
La prima Banca solidale in Brasile fu il Banco Palmas, inaugurato a gennaio del 2008 nel Conjunto Palmeira, un barrio poverissimo alla periferia di Fortaleza (CE) con circa 30mila abitanti.

L'idea è partita dall'Associazione degli abitanti del Conjunto, che hanno costruito innanzitutto uno strumento di piccolo microcredito basato sul Palmas, che potesse diventare un incentivo alla moltiplicazione degli scambi tra produttori e consumatori, e sostenesse la nascita di nuove realtà di commercializzazione come i mercati e i negozi solidali.

Oggi il Palmas è accettato da ben 240 imprese che, per di più, assicurano uno sconto tra il 2% e il 15% alle persone che pagano con Palmas.

A marzo dello scorso anno il ministero del lavoro e impiego (Mte) ha condotto, con l'appoggio della Università federale del Parà, una valutazione d'impatto del Banco nel Conjuncto. I risultati sono sorprendenti: il 98% degli intervistati era convinto che il Banco Palmas ha contribuito in misura determinante allo sviluppo del Conjuncto; il 90% che ha contribuito al miglioramento della qualità della vita; il 26% ha constatato un'aumento del reddito familiare attraverso la moneta; il 22% sono riusciti ad ottenere un lavoro grazie al nuovo "giro" generato dal Banco Palmas.
L'esperienza del Banco si è, di recente, trasferita anche in Venezuela, dove una legge del Governo Chavez ha stabilito che i consiglio comunali possono costruire 1 banco ogni 200 abitanti.
Il risultato?
Ad oggi in Venezuela, con l'appoggio brasiliano, sono nate ben 3600 Banche, ed in Brasile è in discussione una legge che vorrebbe introdurre il Segmanto Nazional de Financas Populares e Solidarias, un dipartimento di politiche pubbliche tutto dedicato a questo settore emergente.
Altro che Monopoli...

fonte: megachip.info

scritto da: alessiog alle ore 19:42 | link | commenti
categorie: economia, moneta

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