Il mondo delle agenzie di sicurezza è in piena espansione e il nostro paese non sfugge al fenomeno. Controlli alle entrate delle grandi manifestazione, sui treni, gestione dei parcheggi, sorveglianza nei centri per richiedenti l’asilo, trasferimenti di prigionieri, sicurezza negli edifici, negli stadi … sempre piu spesso questi compiti vengono affidati ad agenzie private. Ma talvolta le attività di queste società rasentano lo spionaggio e sconfinano in una zona grigia abitualmente riservata ai servizi dello Stato. L’inchiesta rivela come Securitas, la più grande agenzia di sicurezza in Svizzera, abbia messo sotto controllo gruppi di cittadini per conto di alcune multinazionali, tra cui Nestlé.
Si chiama Bárbara Flores, è nata a Tucumán nove anni fa e ha lo sguardo disperato. Jorge Lanata non è un uomo perfetto, ma non gli sono mai mancate le parole né il coraggio. Eppure, quando la bambina comincia a piangere si sente uno stupido. Il giornalista più credibile dell'Argentina non trova subito la frase giusta per riprendere l'intervista. Così comincia Deuda, l'ultima pazzia dell'uomo che nel 1987 – a soli 26 anni – ha fondato Página 12, il terzo quotidiano più letto in Argentina. Con questo documentario sul debito estero dei paesi del terzo mondo, Lanata debutta nel cinema. E anche se lui rifiuta il confronto, il film viene paragonato a quelli di Michael Moore.
Nel cuore dell’Amazzonia brasiliana vivono isolate dal mondo le piccole comunità dei Caboclos, meticci privi di assistenza sanitaria e di istruzione, che fino a qualche anno fa traevano il loro sostentamento soprattutto della raccolta di caucciù. Oggi le uniche fonti di reddito dei Caboclos sono la pesca e la coltivazione della manioca, ma la loro sopravvivenza è minacciata dalle multinazionali della soia, che stanno abbattendo migliaia di ettari di foreste per ricavarne piantagioni. In loro soccorso c’è Abaré, una nave-ospedale allestita da un’organizzazione non governativa che ogni mese risale il Río Tapajós, affluente del Río delle Amazzoni, per fornire assistenza sanitaria. Il documentario, girato durante una delle “crociere della salute”, descrive la vita a bordo dell’Abaré e nei villaggi caboclos, con interviste ai medici, ai pescatori e ai coltivatori di manioca che lottano per sopravvivere.
I Guarani parlano varianti linguistiche della famiglia Tupi-Guarani, e vengono classificati attualmente
in tre sottogruppi: i Guarani-Kaiowa, i Guarani-Mbya e i Guarani-Ñandeva. Questi gruppi si distribuíscono
nel sud del Brasile ( Rio Grande do Sul - Mbya; Santa Catarina - Mbya; Paraná - Mbya e Ñandeva;,
São Paulo - Mbya e Ñandeva; Rio de Janeiro e Espírito Santo - Mbya; e Mato Grosso do Sul - Kaiowa e Ñandeva),
nel Paraguay Orientale (Kaiowa, Ñandeva, Mbya) e nel nord dell'Argentina - Mbya. Stime attuali di organi
federali (FUNAI] - Fundação Nacional do Índio), FUNASA - Fundaçã Naiconal de Saude) e di ONG (ISA] -
Instituto Sócio-Ambiental) sommano a circa 50/55.000 individui la loro presenza nel solo Brasile.
La rivoluzione del 68’ ha lasciato la sua traccia anche nei Grigioni. I giovani si rivoltavano contro l’establishment, cercavano nuove forme di vita e volevano cambiare il mondo. L’amore libero, esperimenti di droga, capelli lunghi, eventi di musica e d’arte: tutte cose che facevano parte di un nuovo stile di vita. Ma dove stanno oggi, questi ex-rivoluzionari? Vedono il mondo come allora? A cosa hanno rinunciato e in cosa sono rimasti fedeli a se stessi?
Revoluziun
LEADER DA GUINNESS, A CAVALLO TRA DUE SECOLI (AGI) - Roma, 19 feb. - Fidel Castro ha ottantuno anni, ma la sua data di nascita e' un mistero. Alcune biografie la fissano al 1926; altre, invece, la spostano all'anno successivo. Castro stesso affermo' di essere nato nel 1926. Ma, riporta la biografia di Tad Szlulc, "una volta, scherzando, disse che avrebbe preferito nascere un anno dopo, cosi' 'sarei stato il piu' giovane capo di governo, trentuno anni, e non di trentadue, quando vincemmo la rivoluzione'". Voleva essere il piu' giovane capo di governo; e' diventato, invece, il leader piu' longevo della storia a cavallo tra il ventesimo e il ventunesimo secolo: dei suoi ottantuno anni ne ha passati 48 al potere. A dargli battaglia e cercare di scalzarlo da li' sono stati dieci presidenti degli Stati Uniti: Dwight D. Eisenhower, John F. Kennedy, Lyndon B. Johnson, Richard Nixon, Gerald Ford, Jimmy Carter, Ronald Reagan, George Bush, Bill Clinton, George W. Bush. Nessuno di questi e' riuscito a stroncare il lider maximo, con cui hanno fatto i conti i potenti di un intero cinquantennio. Quando Fidel mise fine alla dittatura di Batista, nel 1959, alla guida dell'Unione Sovietica c'era Nikita Kruscev, mentre in Vaticano il papa era Giovanni XXIII. Trentadue anni dopo, Castro vide il crollo dell'Unione Sovietica, che ha determinato conseguenze economiche disastrose per Cuba, ma ha mantenuto ben salda la guida dell'isola. Dopo Mikhail Gorbaciov, il presidente che dissolse l'URSS, ha ricevuto all'Avana Vladimir Putin, l'ultimo presidente della Russia. Intanto, nel corso di mezzo secolo ha incontrato il maresciallo Tito, Salvador Allende, Indira Ghandi, Nelson Mandela, Yasser Arafat, e un altro papa, Karol Woityla, il primo pontefice -quello che sconfisse il comunismo- ad avere un colloquio diretto con il leader rivoluzionario nella sua isola. Almeno altri due primati da guinness sono stati messi a segno da Castro negli ultimi decenni. Fidel ha fatto il discorso politico piu' lungo del mondo nella storia della politica: sette ore e quindici minuti di fronte al Parlamento cubano, il 24 febbraio del 1998. L'altro record riguarda gli attentati: per ucciderlo sono stati messi a punto seicentotrentasette piani.
C'è chi dice dittatore, ma non capisco perchè lui si e altri no.
Le informazioni su questa storia non sono mai state chiare, come poi tutta la storia dell'ultimo secolo.
Tante persone hanno sofferto e anche per questo dovremmo chiederci cosa è successo a cuba e cosa succederà.
In viaggio con Che Guevara, documentario di Gianni Minà.
Nel medioevo si diceva che gli zingari erano discendenti diretti di Caino e avevano istigato Giuda al tradimento. Oggi in Europa si contano quindici milioni di zingari divisi in diverse etnie: accettati solo in rari casi, parlano una loro lingua e continuano a fare mestieri fuori dal tempo. Gli zingari svizzeri, gli jenisch, sono trentacinquemila, hanno il passaporto rossocrociato e solo in minima parte vivono ancora profondamente la cultura nomade. Alcuni di loro però ricordano con sgomento quegli uomini vestiti di nero che nel secolo scorso sottraevano i bambini alle famiglie jenisch: erano gli emissari di Pro Juventute che per quasi cinquant’anni hanno portato avanti un programma di rieducazione per levare i piccoli jenisch dalla strada e distruggere la cultura di questo gruppo etnico. Più di seicento bambini finiti in orfanotrofi, riformatori, manicomi e ai quali venne data un’altra identità per non farli più ritrovare. Una storia tragica, emersa solo negli anni settanta, che il documentario di Fabio Calvi racconta attraverso le testimonianze di chi ha vissuto quell’orrore in prima persona: per conoscere da vicino la cultura di un popolo da sempre circondato da pregiudizi e incomprensioni.