La nota piattaforma per la condivisione peer to peer ha subìto vistose "perdite": buona parte dei server e il sito ufficiale di eDonkey2000 sono stati chiusi in seguito a pressioni dell'industria musicale.
"I molteplici esposti presentati dai legali delle compagnie discografiche ai coordinatori della rete finalmente hanno avuto effetto" dicono i rappresentanti della Federazione Internazionale delle Industrie Fonografiche (IFPI). I gestori dei server sono stati costretti a cedere alle disposizioni dei tribunali.
"La chiusura della rete ha prevenuto lo scambio illegale dei file musicali tra almeno 4 milioni di utenti. Il lavoro della piu grande rete dei download pirata è stato interrotto", dicono alla IFPI. E' bene precisare che in realtà non è stata chiusa "tutta la rete" ma solo alcuni server.
Durante gli ultimi anni la rete eDonkey è cresciuta in maniera esponenziale, sopratutto grazie al passaggio degli utenti dalla chiusa in precedenza Kazaa.
A differenza di molte altre reti peer-to-peer, eDonkey non è di proprietà di alcuna compagnia, ma appartiene formalmente a una associazione di programmatori indipendenti, i quali per ragioni di sicurezza cambiavano spesso gli indirizzi dei server e la loro posizione geografica.
Per questo motivo i legali delle compagnie discografiche hanno preso la decisione di non perseguire le singole persone fisiche, ma direttamente gli operatori dei server dove si concentrava il traffico illegale.
Per sicurezza i divieti analoghi sono stati emessi anche per la Francia e Paesi Bassi, dove è stato scoperto il traffico dei file protetti dal diritto d'autore.
L'attività giuridica dell'IFPI ha portato in passato alla chiusura di altre reti peer to peer, come Grokster e Kazaa. Ora le major discografici si concentrano sull'altro "nemico" dell'industria musicale, la rete BitTorrent.
fonte:
antiproibizionisti.it